Parco della Majella | Il Grande Faggio - Centro di Educazione Ambientale

27 Luglio 1993 - Esplodono tre autobombe: una a Milano, due a Roma.

28 Luglio 1980 - Guatemala: massacro di 70 contadini a San Juan Cotzal.

 

 

 

 

18 Maggio 1872, nasce Bertrand Russel.


 


 


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Il Parco Nazionale della Majella

Patrimonio di natura e cultura

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Il Parco Nazionale della Majella

Tra le province di Chieti, Pescara e L’Aquila, il Parco Nazionale della Majella è esteso per circa 80 mila ettari. E’ formato da quattro gruppi montuosi principali: la Majella vera e propria, che presenta le massime elevazioni (Monte Amaro mt 2795, Monte Acquaviva mt 2737…), Il Morrone, i boscosi monti Pizzi e i monti Porrara, Rotella e Pizzalto, ormai a ridosso del Parco Nazionale d’Abruzzo.

“il grande faggio” è posto nel settore nord-orientale della Majella, zona ricchissima di boschi di faggio, di praterie di altitudine, formazioni di pino mugo, di fauna e di flora pregiate. E’ qui che proponiamo passeggiate o escursioni più impegnative. La mutevolezza del paesaggio è estrema, ed è possibile incontrare, nelle valli selvagge, antiche testimonianze di pastori, carbonari e addirittura briganti, segno di un’antica e assidua frequentazione umana del massiccio montuoso.

La straordinaria mutevolezza del paesaggio e la ricchezza di testimonianze storiche fanno della Majella un luogo unico in Italia. Con un po’ di fortuna qui è possibile avvistare il camosci, cervi, caprioli, cinghiali, aquile reali e lupi. Le fioriture sono straordinarie e varie, oltre 2000 specie vegetali sono state censite sulla Majella, circa il doppio di intere nazioni come l’Irlanda o la Danimarca, e fanno del massiccio abruzzese una delle aree mediterranee a maggiore biodiversità.

La valle del Foro:

Il Foro è uno dei fiumi più importanti della Majella, ha una portata perenne e presenta acque di ottima qualità. Sono state infatti classificate di “classe I”, ovvero non presentano fattori di inquinamento. Vi vivono un gran numero di specie di invertebrati molto esigenti in termini di purezza idrica. La fauna invertebrata dà alimento alla trota fario e al merlo acquaiolo, che è possibile avvistare mentre “passeggia” semisommerso sul greto del fiume. Qui organizziamo laboratori di lettura geografica,  cartografica e fisica del fiume, con prelievo e studio della fauna acquatica.

 La faggeta dell’Asinara:

Le splendide faggete della Majelletta fanno da sfondo ad una delle passeggiate “classiche” e adatte a tutti che proponiamo ai nostri ospiti.

Gli alberi, alti e dritti, la lettiera di foglie e i funghi accolgono il visitatore tra i profumi e le luci del bosco. In autunno, l’umidità pomeridiana spinge le salamandre ad uscire allo scoperto offrendo uno spettacolo emozionante, qui infatti è presenta la salamandra pezzata e la preziosa salamandrina dagli occhiali, endemica dell’appennino.

La cascata dell’Asinara, spesso purtroppo con scarse portate d’acqua, si rivela in tutta la sua bellezza in inverno, quando la roccia e il ghiaccio creano sculture ardite, fatte di colonne, stalattiti e stalagmiti.

 

Il grande faggio

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