Il Parco Nazionale della Majella
Patrimonio di natura e cultura
Il Parco Nazionale della Majella
Tra le province di Chieti, Pescara e L’Aquila, il Parco Nazionale della Majella è esteso per circa 80 mila ettari. E’ formato da quattro gruppi montuosi principali: la Majella vera e
propria, che presenta le massime elevazioni (Monte Amaro mt 2795, Monte Acquaviva mt 2737…), Il Morrone, i boscosi monti Pizzi e i monti Porrara, Rotella e Pizzalto, ormai a ridosso del
Parco Nazionale d’Abruzzo.
“il grande faggio” è posto nel settore nord-orientale della Majella, zona ricchissima di boschi di faggio, di praterie di altitudine, formazioni di pino mugo, di fauna e di flora
pregiate. E’ qui che proponiamo passeggiate o escursioni più impegnative. La mutevolezza del paesaggio è estrema, ed è possibile incontrare, nelle valli selvagge, antiche testimonianze
di pastori, carbonari e addirittura briganti, segno di un’antica e assidua frequentazione umana del massiccio montuoso.
La straordinaria mutevolezza del paesaggio e la ricchezza di testimonianze storiche fanno della Majella un luogo unico in Italia. Con un po’ di fortuna qui è possibile avvistare il
camosci, cervi, caprioli, cinghiali, aquile reali e lupi. Le fioriture sono straordinarie e varie, oltre 2000 specie vegetali sono state censite sulla Majella, circa il doppio di intere
nazioni come l’Irlanda o la Danimarca, e fanno del massiccio abruzzese una delle aree mediterranee a maggiore biodiversità.
La valle del Foro:
Il Foro è uno dei fiumi più importanti della Majella, ha una portata perenne e presenta acque di ottima qualità.
Le splendide faggete della Majelletta fanno da sfondo ad una delle passeggiate “classiche” e adatte a tutti che proponiamo ai nostri ospiti.
Gli alberi, alti e dritti, la lettiera di foglie e i funghi accolgono il visitatore tra i profumi e le luci del bosco. In autunno, l’umidità pomeridiana spinge le salamandre ad uscire
allo scoperto offrendo uno spettacolo emozionante, qui infatti è presenta la salamandra pezzata e la preziosa salamandrina dagli occhiali, endemica dell’appennino.
La cascata dell’Asinara, spesso purtroppo con scarse portate d’acqua, si rivela in tutta la sua bellezza in inverno, quando la roccia e il ghiaccio creano sculture ardite, fatte di
colonne, stalattiti e stalagmiti.





