Pretoro | Il Grande Faggio - Centro di Educazione Ambientale

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18 Maggio 1872, nasce Bertrand Russel.


 


 


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Pretoro

Il paese dalle case scavate nella roccia ed abbarbicate una sull'altra. Qui lupi e serpenti sono gli animali di una antica tradizione che affonda le sue radici agli albori della nohstra civiltà-

Chiesa di S. Andrea

 

Il paese di Pretoro, di origine romana (Praetorium), si presenta oggi con una tipica impronta medioevale, “incastellato” a 608 metri di quota, alle pendici settentrionali della Majelletta. I monumenti più importanti risalgono ai secoli XVI e XVII, periodo di massima crescita del borgo (Chiesa di Sant’Andrea e Chiesa di San Nicola di Bari). Affacciata sulla valle del Foro e sulle colline teatine, Pretoro oggi è la porta nord del Parco Nazionale della Majella. Tra le testimonianze più interessanti del passato ci sono i mulini rupestri, posti nella valle, dove i mugnai lavoravano con metodi antichissimi, fino a non molti decenni or sono. Più a monte la chiesetta della Madonna della Mazza (XIII secolo) è un luogo tranquillo e riposante per la mente e il corpo. In questi siti proponiamo alcune delle nostre attività didattiche per far scoprire e rivivere le atmosfere di un tempo in cui l’uomo e la natura vivevano un contatto più intimo ed equilibrato.

Tra le mura di Pretoro, è ancora viva, anche se molto ridimensionata rispetto al passato, l’arte della lavorazione del legno, che si traduce in manufatti pregevoli, spesso di uso quotidiano (sono celebri i “fusi” da lana, ma anche forchettoni, mortai, bastoni...), oltre a vari oggetti d’arte.

Considerate le premesse, la cultura pretorese non può non tradursi anche in momenti di aggregazione sociale antichi e fortemente partecipati come le festività popolari.

La più importante è senz’altro quella in onore di San Domenico, guaritore e taumaturgo, che sembra ammansisse le “bestie feroci” delle selve abruzzesi. Come l’antica figura di Angitia, dea incantatrice di serpenti, San Domenico era ritenuto capace di comunicare con serpi e lupi. Nelle celebrazioni popolari infatti, che si tengono la prima domenica di maggio a Pretoro, si mette in scena una rappresentazione teatrale, denominata “lu lope”, dove San Domenico interviene per far si che il lupo restituisca un neonato ai propri genitori. Tra le strade del paese, alcuni ragazzi portano grossi serpenti in mano che la tradizione vuole ammansiti dal santo.

Di grande interesse è anche la festività di Sant’Antonio Abate a Fara Filiorum Petri, dove le contrade del paese, comprese alcune di Pretoro, costruiscono le “farchie”, grandi fasci di canne che vengono bruciati la sera del 16 e 17 Gennaio.

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