Pretoro
Il paese dalle case scavate nella roccia ed abbarbicate una sull'altra. Qui lupi e serpenti sono gli animali di una antica tradizione che affonda le sue radici agli albori della nohstra civiltà-
Il paese di Pretoro, di origine romana (Praetorium), si presenta oggi con una tipica impronta medioevale, “incastellato” a 608 metri di quota, alle pendici settentrionali della
Majelletta. I monumenti più importanti risalgono ai secoli XVI e XVII, periodo di massima crescita del borgo (Chiesa di Sant’Andrea e Chiesa di San Nicola di Bari).
Tra le mura di Pretoro, è ancora viva, anche se molto ridimensionata rispetto al passato, l’arte della lavorazione del legno, che si traduce in manufatti pregevoli, spesso di uso
quotidiano (sono celebri i “fusi” da lana, ma anche forchettoni, mortai, bastoni...), oltre a vari oggetti d’arte.
La più importante è senz’altro quella in onore di San Domenico, guaritore e taumaturgo, che sembra ammansisse le “bestie feroci” delle selve abruzzesi. Come l’antica figura di Angitia,
dea incantatrice di serpenti, San Domenico era ritenuto capace di comunicare con serpi e lupi. Nelle celebrazioni popolari infatti, che si tengono la prima domenica di maggio a Pretoro,
si mette in scena una rappresentazione teatrale, denominata “lu lope”, dove San Domenico interviene per far si che il lupo restituisca un neonato ai propri genitori. Tra le strade del
paese, alcuni ragazzi portano grossi serpenti in mano che la tradizione vuole ammansiti dal santo.





