Fate un salto da noi!
Piccola, semplice e calda attenzione alle persone che ci frequentano
Un soggiorno da noi significa vivere l’atmosfera familiare e accogliente delle case abruzzesi accanto ad un’alta attenzione per la qualità del servizio.
Notte e colazione, mezza pensione o pensione completa, pranzo al sacco... potete decidere come organizzare le vostre giornate o rivolgervi a noi per la guida in montagna, nei centri
storici o negli altri innumerevoli luoghi imperdibili della zona.
Escursioni
La Majella offre svariate possibilità escursionistiche, adatte a tutte le età e a tutti i livelli di allenamento ed esperienza. “il grande faggio” dispone di due guide di
escursionismo iscritte all’albo regionale degli “accompagnatori di media montagna”, unica figura, unitamente alla Guida Alpina; abilitata all’accompagnamento su sentieri montani.
Le nostre proposte escursionistiche variano da brevi passeggiate alla scoperta degli eremi e delle grotte pastorali e di ritiro spirituale, al raggiungimento delle vette della Majella o
di luoghi dai paesaggi straordinari con la possibilità di effettuare pernottamenti in suggestivi (ma spartani!) rifugi montani a oltre duemila metri di quota. Infine, per i più
allenati, proponiamo traversate complete del gruppo della Majella, che richiedono molte ore di faticoso cammino, ripagate dalle splendide sensazioni che solo i grandi spazi sanno
regalare.
All’occorrenza è possibile noleggiare le attrezzature escursionistiche come zaini, bastoncini da escursione, materassini, tende e sacchi a pelo.
Alcuni proposte di escursione:
- Escursione all’Abbazia di San Liberatore a Majella (escursione facile)
- Escursione alla grotta Sant’Angelo e grotte dell’Eremita nella valle del Foro (escursione facile)
- Anello della Cascata San Giovanni (escursione facile)
- Escursione e visita presso le capanne di pietra a secco della Majella settentrionale (escursione facile)
- Escursione alla tavola dei briganti fino al Bivacco Fusco (escursione di media difficoltà)
- Anello del Monte Ugni, con possibilità di pernottamento in quota (escursione di media difficoltà)
- Escursione sulla Cima Murelle (escursione di media difficoltà)
- Escursione sul Monte Amaro (per escursionisti allenati)
- Traversata della Majella che tocca il Monte Amaro e scende sul versante orientale o occidentale del massiccio con possibilità di pernottamento in quota (per
escursionisti allenati)
possiamo visitare insieme anche interessanti centri storici e siti di interesse naturalistico e archeologico
- Abbazia di San Liberatore a Majella
Uno dei primi stanziamenti benedettini in Abruzzo, sicuramente precedente all’anno 884 d.c., dopo un violento terremoto fu ricostruita e raggiunse periodi di grande splendore sotto la
guida dell’Abate Teobaldo nel XI secolo. In epoca recente fu abbandonata e solo fra il 1968 e il 1972 fu parzialmente restaurata e divenne come appare oggi.
- Eremo di Sant’Onofrio
Situato a poca distanza dall’Abbazia di San Liberatore a Majella. Questa piccola costruzione religiosa è costruita sotto uno sporgente roccione nei pressi di una sorgente. Il
luogo di romitaggio originario è posto dietro il piccolo altare ed è costituito da una piccola grotta. Successivamente la costruzione si ampliò e Sant’Onofrio divenne la grancia della
sottostante Abbazia, per curare gli importanti interessi economici dei frati sull’economia pastorale della zona.
- “La Valletta”
Esempio splendido di architettura arcaica, con copertura a falsa cupola e muri di contenimento realizzati completamente senza l’uso di malta. Il complesso agropastorale “la Valletta”
offre spunti di riflessione sulla vita della popolazione locale dell’800, rimasta ancorata ai tempi e a metodi estremamente rudimentali ma sorprendentemente funzionali.
- Mulini e case rupestri della Valle del Foro
Le prime testimonianze scritte relative ai mulini dell Velle del Foro, in prossimità del paese di Pretoro, risalgono all’anno 1120. L’acqua del fiume rappresentava la forza motrice
delle macine, ma il meccanismo era alquanto differente da quello dei classici mulini ad acqua. Questi locali scavati nella roccia furono abitati e frequentati fino alla stagione
1935-36, l’ultimo mugnaio si chiamava Pietro Colasante
- Sito archeologico della Grotta del Colle
Sito di estrema importanza archeologica, la grotta del Colle di Rapino è stata abitata dall’uomo continuativamente dal Paleolitico fino agli albori dell’Età Moderna.
Da qui provengono reperti di bronzo e scoperte fondamentali per la comprensione dell’era preromana della zona marrucina.
- Guardiagrele
Guardiagrele è una cittadina di circa 10000 abitanti, di origini altomedievali, con importanti valori architettonici ed artistici. La collegiata si Santa Maria Maggiore merita
sicuramente una visita, così come il museo del duomo, che custodisce opere preziose come i resti della croce professionale di Nicola da Guardiagrele. L’attività artigianale è sempre
stata fiorente e lo si può notare visitando le ancora numerose botteghe del ferro battuto.
- Rapino e Fara Filiorum Petri
I paesi di Rapino e Fara Filiorum Petri, molto vicini a Pretoro, sono due piccoli ed interessanti paesi, ricchi di tradizioni culturali. Rapino è famosa per la ceramica decorata, mentre
a Fara Filiorum Petri ogni anno si rinnova la tradizione delle “farchie”, in occasione della festività di Sant’Antonio (17 Gennaio). La festa in realtà inizia molto prima, già dopo
l’Epifania, quando i contradaioli iniziato la costruzione di lunghe fascine di canne, le “farchie”. Nel pomeriggio del 16 gennaio vengono radunate e bruciate, illuminando i paesani e i
numerosi visitatori come gigantesche torce.
- Tavola dei briganti
Sul sentiero più battuto della Majella, quello che dal Block haus porta verso le alte cime del Monte Focalone e delle Murelle, c’è un sito di estremo interesse storico-antropologico: la
tavola dei briganti. Si tratta di una serie di affioramenti rocciosi dove pastori e briganti (?) hanno lasciato le loro testimonianze incise nella roccia. I graffiti riportano spesso la
data e molti simboli diversi tra cui croci di vario tipo. Una iscrizione in particolare fa esplicito riferimento all’unità d’Italia che, a detta del misterioso incisore, avrebbe portato
miseria in quello che era il Regno di Napoli.





